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Home » 2021, Vol. II, No. 1 » Munarini
Giuseppe Munarini
PhD, Istituto di Storia Ecclessiastica ”Nicolae Bocșan” dell’Università Babeș-Bolyai di Cluj-Napoca
Ritratto di un esule: monsignor Octavian Bârlea.
Aspetti del profilo intellettuale

Riassunto: Octavian Bârlea (1913-2005) fu una personalità di riferimento dell’esilio romeno del secondo dopoguerra e, molto probabile, il più noto romeno di confessione greco-cattolica che ha vissuto l’esperienza dell’esilio. Durante i decenni che seguirono alla seconda guerra mondiale, svolse un’attività molto sostanziosa, se pensiamo solo alla Missione greco-cattolica romena di München (Monaco di Baviera), che fondò e diresse per molti anni, e alla rivista molto nota, „Perspective”, che fece uscire a partire dal 1978. Si è fatto notare per un’attteggiamento apertamente ecumenico all’interno della comunità romena dell’esilio, orientamento che fu infatti la sua convinzione personale, impegnandosi quindi nel far diminuire le controversie tra gli ortoodossi e i greco-cattolici. Il nostro contributo si sofferma sui principali aspetti della sua personalità e della sua attività durante il periodo dell’esilio, con un particolare riferimento al suo lavoro pastorale nonchè sul modo in cui è stata accolta la storia della Chiesa greco-cattolica romena nell’opera storiografica del monsignor Octavian Bârlea.

Parole chiave: Octavian Bârlea, esilio, Chiesa Greco-Catolica, storiografia, ecumenismo

https://doi.org/10.24193/JCH.2021.1.5

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